Dall’idea alla startup: il viaggio di Giacomo con l’Hub di Verona
Giacomo, 19 anni, studente di giurisprudenza, aveva un’idea ambiziosa ma tante incertezze. Grazie all’Hub di Verona, ha trovato il supporto giusto per trasformarla in un’impresa. Ora, insieme al suo socio, punta a creare una Software House. Ecco la sua storia.
Giacomo, avevi un’idea, ma non sapevi da dove iniziare. Come sei arrivato all’Hub di Verona?
Tutto è iniziato con un’intuizione: io e Matteo volevamo creare ‘MeYou’, una piattaforma social che permettesse alle persone di connettersi senza registrazione. Ma non bastava avere un’idea: serviva un piano concreto. L’Università di Verona ci ha parlato dell’Hub e ci siamo detti: perché non provare?”
Cosa ha fatto la differenza?
“L’Hub di Verona ci ha dato due cose fondamentali: strumenti pratici e connessioni giuste. Abbiamo capito come strutturare il progetto, trovato opportunità di finanziamento, come quelle di Invitalia e imparato a presentarci in modo efficace. Non eravamo più solo due ragazzi con un’idea: stavamo costruendo un vero progetto imprenditoriale.”
Qual è stata la sfida più grande da superare?
“Più che un problema tecnico o economico, la sfida più grande è stata superare i nostri limiti personali. All’inizio ci sentivamo inesperti, pieni di dubbi. ‘E se non funziona? E se non siamo all’altezza?’. L’Hub ci ha aiutato a cambiare prospettiva: non era questione di avere tutte le risposte subito, ma di imparare a fare le domande giuste.”
Qual è stato il momento in cui hai capito che stavi davvero crescendo?
“Senza dubbio il corso di public speaking dell’Hub. Ero il classico ragazzo che evitava di parlare in pubblico, che arrossiva alla prima domanda. Poi, un giorno, mi sono trovato davanti a una platea a presentare il nostro progetto. Ero sicuro, deciso, pronto a rispondere. Quello è stato il momento in cui ho capito che non stavo solo costruendo un’azienda, ma anche una versione migliore di me stesso.”
Se potessi dare un consiglio a chi è nella tua stessa situazione, quale sarebbe?
“Smettila di pensare che devi fare tutto da solo. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di intelligenza. Trova un posto come l’Hub di Verona, circondati di persone che possono darti una prospettiva nuova. La differenza tra chi ha successo e chi no? Non è l’idea, ma il coraggio di mettersi in gioco.”