Un team dall'università, un'idea per le isole e un'occasione per mettersi alla prova
"Sulla terraferma esiste già. Sulle isole, no. Ed è lì che vogliamo stare." È questa la frase che resta, dopo aver ascoltato Martina Cacciapuoti, Federica Fenu, Giulia Battista, tre studentesse di Marketing e Comunicazione alla Libera Università Maria Santissima Assunta, provenienti dalla Sardegna, Ischia e Ladispoli (Roma) - che hanno deciso di trasformare un'intuizione concreta in un progetto di assistenza socio-sanitaria.
La loro idea si chiama Affianc’ a Te: una piattaforma che connette anziani, famiglie e operatori socio-sanitari nei territori insulari italiani, dove trovare un OSS (operatore socio sanitario) è già di per sé un problema a volte difficile da risolvere.
Un'idea che nasce dalla vita reale, e che punta dritta a un vuoto di mercato che nessuno ha ancora colmato davvero. Il progetto utilizza strumenti digitali e AI per mettere in contatto anziani e famiglie con gli operatori socio-sanitari più adatti, considerando disponibilità, vicinanza e bisogni specifici delle persone. La piattaforma gestisce anche turni, contratti e pagamenti, aiutando a organizzare meglio il servizio e a ridurre gli spostamenti degli operatori sulle isole, con vantaggi sia economici che ambientali.
Secondo le studentesse, il progetto vuole creare un’assistenza più sostenibile per il territorio: meno spostamenti inutili, più opportunità di lavoro locale e un’organizzazione del servizio più attenta all’ambiente e alle persone.
Da un'esperienza vissuta a un progetto d'impresa
Tutto parte da Martina. Un'esperienza personale, a contatto con il mondo dell'assistenza agli anziani, l'ha messa davanti a una difficoltà concreta: trovare supporto qualificato in un territorio insulare. Da lì la domanda che ha dato il via: "Perché non esiste un servizio pensato per chi vive sulle isole?"
Coinvolte le colleghe, il progetto ha preso forma all'interno del Laboratorio per l'Imprenditorialità del Progetto Rete, il percorso che accompagna gli studenti universitari dallo sviluppo di un'idea fino ad un Hackathon nazionale. Il punto di partenza era chiaro: non costruire l'ennesima piattaforma di assistenza generica, ma presidiare il territorio dove il servizio manca davvero - Ischia, Capri e le altre isole italiane, dove reperire un OSS è già un'impresa.
Un'idea che si allarga: non solo l'anziano, anche la famiglia
Lavorando al progetto, le ragazze hanno scoperto un secondo bisogno, altrettanto urgente. "Ci siamo rese conto che non basta affiancare l'anziano. Chi lo accudisce - i figli, i nipoti - spesso non ha le competenze né le risorse emotive per farlo da solo."
Da lì, la decisione di allargare il perimetro del servizio. Affianc’ a Te sta valutando l'integrazione di un portale dedicato al supporto psicologico per i familiari. Il network si costruisce intorno a questo: psicologi e psichiatri sono già stati coinvolti tramite questionari, mentre i contatti si stanno estendendo verso poliambulatori, fisioterapisti, osteopati, RSA e cliniche private.
La sfida più grande? Coordinare ambiti professionali molto diversi all'interno di un settore complesso come quello sanitario.
Due giorni, quindici team, tutta la pressione giusta
All'Hackathon, ogni team ha vissuto una sfida sola: condensare mesi di lavoro in un pitch da un minuto. "La parte più difficile è stata scegliere cosa dire - e cosa lasciare fuori. Gestire le emozioni sul palco è stata la vera prova."
La pressione c'è stata, ma è stata quella giusta. L'adrenalina ha spinto le ragazze a prendere decisioni rapide, a stringere legami più forti all'interno del gruppo e a confrontarsi con gli altri team in modo autentico. "È stata l'esperienza più bella. Non solo per la competizione, ma per tutto quello che è successo intorno."
L'Hub di Brindisi e la demo che ha cambiato tutto
Il percorso non si è fermato all'Hackathon. L'Hub di Brindisi, ha già affiancato il team nella costruzione di una demo in formato ludico - uno strumento che ha permesso alle ragazze di visualizzare concretamente le potenzialità del progetto. "Vedere Affianc’ a Te prendere forma, anche solo come prototipo, ci ha dato una spinta che non ci aspettavamo."
La tappa alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, dove le ragazze sono state invitate da Invitalia per un experience tour, ha fatto il resto. Incontrare startup nate da un'idea semplice, oggi realtà operative, ha dato al team una direzione precisa. "Quello che vogliamo è essere accompagnate verso la realizzazione concreta. Non solo sul piano professionale, ma anche umano."
Un messaggio a chi ha un'idea ma esita
A chi aspetta il momento giusto, le ragazze rispondono senza giri di parole: "Non avete nulla da perdere. Buttarsi è il primo passo. Poi le opportunità arrivano." E il consiglio più concreto? "Parlate con le persone. Fate rete. Anche una conversazione inaspettata può aprire una porta."
Perché Affianc’ a Te è partita da una domanda rimasta senza risposta e da una mappa geografica che mostrava un vuoto. Il Laboratorio per l'Imprenditorialità del Progetto Rete è lo spazio in cui quella domanda ha iniziato a diventare un progetto. E per questo team, è solo l'inizio.