L’intraprendenza che fa la differenza: il successo di SmartWaste all’Hackathon
All’Hackathon finale del Laboratorio per l’Imprenditorialità 2025/2026, che si è svolto l’11 e il 12 febbraio presso l’Università LUMSA di Roma, SmartWaste ha conquistato il primo premio tra i 14 team finalisti in gara.
Nato alla Sapienza Università di Roma, all’interno del corso di Imprenditorialità e Startup della facoltà di Economia, il progetto è stato sviluppato da Marco Iannotta, Marco Accardo, Antonio Aldo Innocenzi e Nazzareno Galli. La loro idea è una piattaforma digitale pensata per aiutare le PMI edili a gestire in modo semplice la compliance al RENTRI (registro elettronico rifiuti), riducendo burocrazia cartacea, rischio sanzioni e costi di smaltimento.
Dal visore alla piattaforma: la forza del pivot
L’idea iniziale era diversa: un visore capace di riconoscere i rifiuti di cantiere e aiutare le imprese nella compilazione dei formulari. Poi è arrivato il confronto con il docente. “Il professore ci ha riportato con i piedi per terra: eravamo sicuri di poter sviluppare un’intelligenza artificiale capace di capire cosa c’è sotto un cumulo di macerie?” Da lì il cambio di rotta. Il team, come si dice in gergo “ha fatto pivot” ha cambiato direzione, concentrandosi su un bisogno più concreto e immediato: accompagnare le imprese edili nella digitalizzazione di una procedura ancora poco efficiente. SmartWaste ha puntato così a mettere in relazione produttori di rifiuti, trasportatori e centri di smaltimento, semplificando tempi, procedure e documentazione. Un sistema pensato soprattutto per le piccole imprese, spesso costrette a gestire tutto con telefonate, attese e strumenti poco digitalizzati.
L’Hackathon: una sfida, ma anche una palestra
Per il team, l’Hackathon è stato un momento di forte crescita. Non solo competizione, ma confronto con altri studenti, idee diverse e progetti arrivati da tutta Italia. “È stata un’esperienza stimolante, ci hanno raccontato Nazzareno e Marco. Abbiamo conosciuto ragazzi con progetti validi e modi di pensare diversi dal nostro. Ci siamo scambiati LinkedIn, idee, complimenti sinceri.” La Pitch Battle è stata vissuta come una vera prova di palco: parlare davanti a una giuria, mantenere il contatto visivo, raccontare mesi di lavoro in pochi minuti. “Presentare un progetto è un po’ come andare in scena. Devi sapere cosa dire, ma anche riuscire a far arrivare la tua energia a chi ascolta.” La lezione più importante? Flessibilità. “Bisogna restare aperti ai consigli e non avere pregiudizi. Anche un progetto lontano dal tuo può insegnarti qualcosa.”
Dentro Scientifica: cosa fa davvero un incubatore
L’intervista si è svolta durante l’Experience Tour presso Scientifica, una tappa pensata per avvicinare i team all’ecosistema dell’innovazione. Scientifica è una holding che supporta startup ad alto contenuto tecnologico, accompagnandole nella crescita attraverso investimenti, competenze e servizi strategici. Durante la giornata, i ragazzi hanno incontrato professionisti del settore, scoprendo cosa significa davvero far crescere una startup: dall’analisi di mercato al fundraising, fino alla comunicazione e al rapporto con gli investitori.
Per SmartWaste, uno degli aspetti più utili è stato il confronto su come raccontare il progetto: rendere semplice una soluzione tecnica, parlare in modo efficace al proprio target e superare il digital divide di un settore ancora poco digitalizzato. Ne è emersa una consapevolezza chiara: un incubatore non è solo uno spazio, ma un acceleratore di idee e competenze. “Questi incontri aumentano i dubbi, ma danno anche la carica: ti fanno capire quanto lavoro c’è da fare, ma anche che il percorso è possibile.”
Il percorso continua con il Progetto Rete
Dopo l’Hackathon e l’Experience Tour, SmartWaste continuerà il proprio percorso anche attraverso l’accompagnamento dei tutor degli Hub del Progetto Rete, che seguiranno i team finalisti nelle fasi successive di sviluppo dell’idea. Per SmartWaste, gli obiettivi sono già chiari: continuare la progettazione, confrontarsi con mentor esperti, lavorare alla costituzione della startup e arrivare pronti alla scadenza normativa prevista per settembre. “Vogliamo costituirci entro l’estate e iniziare a lavorare per aiutare aziende che ne hanno bisogno mai come ora.”
Il consiglio agli altri giovani
A chi ha un’idea ma esita a mettersi in gioco, il team risponde con concretezza: “Non serve per forza l’idea che cambia il mondo. Serve una buona idea che risolve un problema reale, sviluppata nel modo giusto.” E il primo passo? “Scegliere bene il team. Le persone giuste fanno la differenza.”
Il Laboratorio per l’Imprenditorialità del Progetto Rete è anche questo: un’occasione per passare dalla teoria alla pratica, imparare a collaborare, sbagliare, correggere la rotta e scoprire che l’impresa può nascere anche da un’aula universitaria, da una norma complessa o da un problema che qualcuno non ha ancora risolto abbastanza bene.